martedì 23 dicembre 2014

LA LUNA E I SERPENTI Prima antologia di Landai Ispanoamericani

E' disponibile la prima Antologia di Landai Ispanoamericani, e prima antologia del Progetto 7LUNE!



248 Landai contro la violenza sulle donne, ad opera di 43 autrici provenienti da 19 paesi dell'Ispanoamerica.

L'immagine di copertina è di Romina Cazòn (Argentina).

L'antologia è arricchita da opere di 5 diverse artiste ispanoamericane contemporanee.




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sabato 20 dicembre 2014

LA VENTANA. Pascual Pery

Siempre hubo enfermedades que tiene a los que las padecen sujetos a un mueble. Hoy es corriente la silla de ruedas o artilugios más complejos, pero durante siglos ha sido la cama el punto de amarre del enfermo.
Podemos imaginar una cama al pie de una ventana en un pueblo andaluz, ni grande ni pequeño, desde donde se ve un huerto de higueras y el camino que conduce a la fuente, por donde subían y bajaban las recuas de burros que abastecían al pueblo, no habia agua corriente, a cuatro cantaros por burro. Solo una vez se altero el escenario, aparecieron nuevos actores que talaron el huerto para hacer un grupo de casas.

La información del resto del mundo exterior era lo que contaban hermanos y amigos, que disfrutaban de una libertad y unos alicientes que no tenían en la ciudad. El castillo, la iglesia, el huerto de la casa, el molino, la fuente, los burros, las gallinas, los cernícalos del tejado de las monjas, todo se veía desde la cama a través de la ventana de sus relatos.

Cuando más de cincuenta años después volví al pueblo y recorrí los lugares, muchos no habían desaparecido, que no estaban detrás de la ventana, me resultaron familiares. Eran exactamente como los vi a través de los relatos de mis hermanos.


Cuento seleccionado del blog Adelamicro que junta textos de enfermos de Ela (Esclerosis Lateral Amiotròfica). Para participar de la selecciòn reservada a los afectados por la Ela ver la convocatoria

venerdì 19 dicembre 2014

REGALO DE PRIMAVERA. María del Amor Espinosa

La claridad del nuevo día se iba dejando notar por la ventana, igual que mi estado onírico se transformaba lentamente en la consciencia habitual. Desde dentro de mi armazón de escayola esperaba con ilusión infantil aquella mañana soleada de sábado. Los hermanos no tenían colegio, papá vendría antes del trabajo y mamá me regalaría esa comida campestre que tanto me gustaba: tortilla de patatas, croquetas y filetes empanados. El hormigueo de mis pies era la señal de que la emoción y la impaciencia comenzaban a invadirme alegremente… De pronto una mano pequeña comenzó a deshacer mis trenzas. Era mi hermano menor que se atrincheraba junto a mí burlando la persecución de mi hermana que intentaba “ponerlo en órbita”. Ah! el retorno al bullicio familiar que tanto echaba de menos entre cristaleras y batas blancas…
El tiempo pasa volando: preparación de sombreritos para el sol, merenderas, manteles, sillas plegables, termos, mantitas, tortas y chocolate. Finalmente aquella mañana, una mañana cualquiera, se convertiría en uno de mis más bellos recuerdos. Por fin volvía a sentir los rayos de sol en mi cara…

Cuento seleccionado del blog Adelamicro que junta textos de enfermos de Ela (Esclerosis Lateral Amiotròfica). Para participar de la selecciòn reservada a los afectados por la Ela ver la convocatoria

sabato 13 dicembre 2014

SUEÑO. Jesús Pulido

Cuando me desperté se oía el viento, no muy fuerte y la lluvia caer, esa sí con intensidad. Tenía sed y despacio, muy despacio fui a la cocina; bebí agua y la falta de sueño me llevó a sentarme en el salón.

Un leve ruido dirigió mi atención a Hams, el pequeño hámster que desde hace un tiempo nos acompaña, estaba en su jaula muy activo y apoyado en sus patitas traseras me miraba, y yo a él y parecía que queríamos intercambiar nuestras “jaulas” y así me quedé dormido en el sofá. Sí, cuando me desperté…….


Cuento seleccionado del blog Adelamicro que junta textos de enfermos de Ela (Esclerosis Lateral Amiotròfica). Para participar de la selecciòn reservada a los afectados por la Ela ver la convocatoria.

venerdì 12 dicembre 2014

PERCHÉ TUTTI SIAMO AYOTZINAPA di Silvia Favaretto



L’assassinio di chi mette a repentaglio la propria vita per chiedere giustizia è un dolore che tutta l’umanità deve sentire nel proprio corpo, e a maggior ragione quando vittime di ciò sono ragazzi giovani. Per 43 volte abbiamo ricevuto questa pugnalata, lo scorso 26 settembre, dal Messico: 43 ragazzi tra i 16 e i 26 anni sono stati sequestrati in una zona di estrema povertà ed ingrossano ora le file dei “desaparecidos” di cui da decenni si sente parlare, non solo in territorio messicano. La morte è sempre un fatto tragico, ma ancora più aberrante è quando avviene per mano dello Stato, dall’entità cioè che dovrebbe prendersi cura del benessere dei propri cittadini, garantendogli diritti, libertà d’espressione, e sancendo l’illegittimità di qualsiasi crimine perpetuato nei confronti dell’essere umano.
I 43 ragazzi mesicani si dirigevano quel giorno dalla loro piccola comunità verso  la città di Iguala, come avevano fatto altre volte, con l'intento di  chiedere appoggio economico per poter sostenere la loro scuola, la “Raúl Isidro Burgos” a Chilpanchingo, e per organizzare una manifestazione commemorativa il 2 ottobre, altra data tragicamente nota nella loro patria (il massacro di studenti a Città del Messico nel 1968).
Gli autobus in cui viaggiavano i ragazzi sono stati fermati dalla polizia federale all'ingresso della città e poco dopo, non è ancora chiaro il motivo, i federali hanno aperto il fuoco. Hanno subito ferito due giovani, e ne hanno sequestrato un terzo. Inoltre nella sparatoria sono morti una signora che in quel momento passava in taxi, e un giocatore di calcio che viaggiava in un altro autobus con la sua squadra e l’autista. In seguito il numero degli studenti scomparsi aumentò a 43.
Secondo fonti non ufficiali i giovani sequestrati sono stati consegnati ai narcos mentre, lo stesso giorno, la signora María de los ángeles Pineda Villa, moglie del sindaco di Iguala, José Luis Abarca,  doveva rendere noto il suo operato come presidentessa del DIF (Desarrollo Integral de la Familia). Ad oggi la signora Pineda è segnalata dalla Procuradoría General de la República come una dei tre mandanti dell’assassinio di 6 persone e la scomparsa di 43 ragazzi. Gli atri due accusati sono il sindaco Abarca e Felipe Flores Valázquez, segretario della Sicurezza Pubbilca Municipale. Si considera che il movente fosse appunto l’intenzione di non permettere ai giovani manifestanti di sabotare l’atto pubblico della primadonna Pineda Villa. La stampa messicana fa sapere che la moglie del sindaco proviene da una famiglia con implicazioni nel mondo del crimine: suo padre e almeno tre dei suoi fratelli sono accusati di avere vincoli col crimine organizzato e i narcotrafficanti che esportano droga negli Stati Uniti (due di loro sono stati assassinati nel 2009 per un regolamento di conti).
La versione ufficiale data dalla PGR (Procuradoría General de la República), che è quella che circola nei mass media, non ha fondamento scientifico, come dichiara l’artista messicana Concepción García Sánchez nell’articolo apparso nel nostro blog: “lo Stato dichiara che sono stati bruciati in una notte di pioggia, poi le ossa rimaste sono state sminuzzate, raccolte in dei sacchetti di plastica gettati in un fiume. Una spiegazione alquanto sbrigativa e che non regge! Perché per bruciare una persona ci vogliono da 1400/1800 gradi Fahrenheit e circa 3 ore; sarebbe stato possibile bruciarne 43 in una notte di pioggia?”.
Il risultato di questo complotto del “Narco-Stato” è che decine di ragazzi che si preparavano per diventare maestri delle scuole elementari e medie, per il solo fatto di richiedere delle condizioni più giuste e di protestare contro la corruzione, sono stati fatti sparire. La richiesta dei loro familiari di “vivos se los llevaron, vivos los queremos” similare al famoso “aparición con vida” delle Madres de Plaza de Mayo argentine, non  è un appello utopico che non guarda in faccia la realtà, è una maniera di non far insabbiare il caso finchè giustizia non sia fatta.
In tutto il mondo, in seguito ai tragici avvenimenti di Ayotzinapa, sono sorte spontaneamente manifestazioni di protesta contro il governo messicano, atti di ripudio verso gli attuali governanti e marce di solidarietà nei confronti delle famiglie degli scomparsi. Degli artisti centroamericani, tra cui poeti da noi stimati come Lourdes Soto e Perla Rivera, dell’Honduras, e il salvadoreño Otoniel Guevara, si sono coordinati allo scopo di organizzare eventi simultanei ognuno nel proprio paese; il tam tam ci è giunto dal poeta costaricano Randall Roque.
Il Progetto 7LUNE, con sede a Venezia, si vuole unire formalmente al coro di voci che stanno insorgendo a chiedere giustizia, e lo fa con l’organizzazione di una lettura di poesie e canzoni sulla tematica dei diritti umani in America Latina che si terrà il 28 dicembre prossimo,  alle ore 16,30 presso la Casa dei diritti sociali, in Campo Santa Margherita a Venezia, in cui ci appoggerà anche l’Associazione Amicizia Italia Cuba, sezione Venezia.
Ci proponiamo di far giungere la storia dei 43 “normalistas” anche agli studenti di qui, poiché crediamo che sia importante la presenza di giovani italiani che possano identificarsi nella lotta dei loro coetanei messicani, affinché la richiesta di giustizia sia un’unica voce di ragazzi da tutto il mondo. Tutta l’umanità deve sentirsi indignata di fronte a queste aberrazioni. Tutti siamo Ayotzinapa!

Nota bene: Durante la manifestazione chi vorrà potrà dare un segno tangibile di solidarietà a questa causa facendosi fotografare con il cartello da noi preposto “Io sono Ayotzinapa”: le foto saranno inserite nel nostro blog e pagina Facebook e si aggiungeranno alle diverse manifestazioni di solidarietà che vengono inviate ai familiari degli scomparsi. Anche le persone che non potranno essere presenti a Venezia ma che intendono “mettere la faccia” a favore di questa causa, possono fotografarsi a mezzo busto con un cartello bianco che dice “Io sono Ayotzinapa” ed inviarcelo all’indirizzo email: info7lune@gmail.com con il proprio nome e cognome, sarà nostra cura raccoglierle e pubblicarle nella pagina dell’evento e farle giungere in Centramerica.


COSA STA SUCCEDENDO IN MESSICO?

(articolo scritto dall’artista messicana nostra collaboratrice Concepción García Sánchez, residente a Venezia)
Da alcuni giorni ha cominciato a sconvolgerci la notizia della strage dei 43 studenti di Ayotzinapa. E anche se non è ancora chiaro dove siano i ragazzi e soprattutto il perché di un’ azione così cinica e violenta da parte della polizia, il governo messicano ha già risolto il caso presentando le conclusioni nella voce del Procuratore.
La realtà messicana era apparsa agli occhi di artisti come Dalí, Eisentein e Luis Buñuel come un sogno surreale, sconvolgente, sarcastico, drammatico. Ma adesso è divenuta un brutto sogno, un incubo della globalizzazione. L’immaginazione e la fantasia non riescono a raggiungere e superare la realtà: una realtà dove lo Stato e i diversi cartelli dei narcotrafficanti si uniscono in un’unica voce, quella del potere e della ricchezza a qualsiasi costo, anche a scapito degli stessi cittadini, del futuro del paese, della vita di tanti studenti.
La Escuela Rural di Ayotzinapa “Raúl Isidro Burgos”, ospita ragazzi provenienti da diversi punti della Repubblica. È una scuola autogestita che funziona con l’appoggio delle comunità locali: i ragazzi studiano per dare la possibilità dell’istruzione alle zone più povere del Messico e per questo li hanno fatto sparire. Perché avere educazione permette la riflessione, il domandarsi se quello che accade sia giusto e agire sapendo che non lo é.
La polizia ha consegnato ai narcos i 43 “normalistas” (studenti di scuola magistrale), e lo Stato dichiara che sono stati bruciati in una notte di pioggia, poi le ossa rimaste sono state sminuzzate, raccolte in dei sacchetti di plastica gettati in un fiume. Una spiegazione alquanto sbrigativa e che non regge! Perché per bruciare una persona ci vogliono da 1400/1800 gradi Fahrenheit e circa 3 ore; sarebbe stato possibile bruciarne 43 in una notte di pioggia?
Nel frattempo si viene a sapere che la casa in cui vive il Presidente Enrique Peña Nieto con sua moglie Angelica Rivera, attrice di telenovelas, ha un costo di 7 milioni di dollari, e che per il suo nuovo aereo privato ha sborsato 580 milioni di dollari e che, mentre il paese ribolle di manifestazioni di appoggio ai familiari degli studenti in Messico e in tutto il mondo, lui se ne va in giro in Cina e in Australia a chiedere finanziamenti e festeggiando, come ha avuto il coraggio di dichiarare la figlia di Angelica Rivera.
E, intanto, i nostri morti aspettano giustizia…

mercoledì 3 dicembre 2014

Editoriale

Un festival di poesia esclusivamente femminile quello celebratosi a Santa Ana, El Salvador, dal 10 al 16 agosto 2014. E i testi presentati in questa plaquette dedicato al II Festival Internacional de Poesía de Occidente, sono stati scelti proprio perché descrivono varie sfaccettature dell’universo femminile: la donna ancestrale, madre di ogni madre (Caraza), con fango fertile nel ventre e una luna tatuata nel petto, fanciulla allegra trasfigurata in versi (Membreño), personificazione stessa della poesia, bimba aggrappata alla figura materna (Soto), ballerina in bilico di fronte all’assenza del padre (Zingone), ragazza perduta ma che non accetta maschere (Torres), sospinta al suicidio (Rivera) ma salvata dai versi, infine donna-morte essa stessa, pure lei femminile (Molina), in un circolo eterno sotto il segno di Eva, che è genitrice ma anche abbraccio mortale nella terra ultima. Un susseguirsi, in questa plaquette, di immagini femminili che definiscono, in versi, l’eccezionale universo interpretato in sette ruoli, con sette timbri, secondo sette angolazioni.
La posizione di privilegio del Progetto 7LUNE che ha potuto presenziare al festival attraverso la partecipazione della sua condirettrice Silvia Favaretto, ci ha permesso di sintetizzare in queste poche pagine il prezioso contributo che questo incontro poetico lascia attraverso la ben orchestrata organizzazione della Fundación Metáfora e la qualità delle poete partecipanti, che con questo “speciale” vogliamo portare alla vostra conoscenza.

Editoriale della Plaquette Monografica del Progetto 7LUNE - MEZZALUNA Plaquette Monografica Festival di Santa Ana (El Salvador) 2014. Per vedere o ascoltare il numero completo fare clik QUI.

martedì 2 dicembre 2014

XÁNATH CARAZA (Messico)

Ha pubblicato: Corazón Pintado (2012), Conjuro (2012), Lo que trae la marea/What the Tide Brings (2013), Noche de colibríes, Ekphrastic Poems (2014), Sílabas de viento/Syllables of Wind (2014).


ALCANZA LA NIEBLA

Nace de la piedra
La mujer inmóvil
Con el vientre atravesado
De barro rojo
Y los senos llenos

Incrustado en el alma
Lleva un relicario de cabello
E hilos de seda
Movimiento suave
La hace flotar

Con palabras rojas
Y la luna tatuada en el pecho
La mujer de senos llenos
Y canciones suaves
Alcanza la niebla.


RAGGIUNGE LA NEBBIA

Nasce dalla pietra
La donna immobile
Con il ventre attraversato
Dal fango rosso
Ed i seni colmi

Incrostato nell’anima
Si porta un reliquiario di capelli
E fili di seta
Un movimento dolce
La fa galleggiare

Con parole rosse
E la luna tatuata nel petto
La donna dai seni colmi
E dalle canzoni dolci
Raggiunge la nebbia.

Poesia tratta dalla Plaquette Monografica del Progetto 7LUNE - MEZZALUNA Plaquette Monografica Festival di Santa Ana (El Salvador) 2014. Per vedere o ascoltare il numero completo fare clik QUI.

ADA ESTRELLA MEMBREÑO (El Salvador)

Ha pubblicato: Pétalos Rebeldes (2014).


SOY POESÍA

Soy poesía hecha mujer
Tengo el son
ese son que te despierta enamorado

Soy tierra fresca
Tan fresca que huele a Raíz

Llevo alegría
alegría en la sonrisa de mi flor

Soy la humedad
de tus poros
Fluyen leche y miel de mis besos

Soy ella misma
La que viene
y aunque se vaya se queda en vos,
Respirándote
Y adornando con pétalos cantores
Tus rincones.


SONO POESIA

Sono poesia fatta donna
Ho i modi
quei modi che ti fanno svegliare innamorato

Sono terra fresca
Così fresca che sa odore di radice

Porto allegria
allegria nel sorriso del mio fiore

Sono l’umidità
dei tuoi pori
Fluiscono latte e miele dai miei baci

Sono proprio lei
Quella che arriva
e anche quando se ne va resta in te,
Respirandoti
E adornando con petali di canto
I tuoi anfratti.

Poesia tratta dalla Plaquette Monografica del Progetto 7LUNE - MEZZALUNA Plaquette Monografica Festival di Santa Ana (El Salvador) 2014. Per vedere o ascoltare il numero completo fare clik QUI.

TANIA MOLINA (El Salvador)

Ha pubblicato: De Cuevas y Caricias (1997) e El Espejo del Angel (1997).


CON LA SANTÍSIMA MUERTE
                        “No es lo mismo verla venir, que estar bailando con ella”
                        (dicho popular)

Madre Sombra,
                        tierra del hombre,
tu hondo abrazo de caldera recibe nuestra historia:
ave fugaz que en la idea perdura con su eco de pasos por la vida;
Madre, te abrazo, la ausencia presenta al amor el compromiso,
piedra que asiste al esqueleto
                        en su baile consciente,
                                   en su lucha constante.

Como la sombra quieta se viste de los gestos cotidianos,
sencilla protagonista de la luz,
así contemplo desvanecer la carne
                        y amanecer el día
en que soy lo que vivo.

Mi padre se fue con vos a transitar un nuevo tiempo
            acogido como niño             en tu morada.


CON LA SANTISSIMA MORTE
                        “Non è lo stesso guardarla arrivare, che stare a ballare con lei”
                        (detto popolare)

Madre Ombra,
                        terra dell’uomo,
il tuo profondo abbraccio di caldera riceve la nostra storia:
uccello fugace che nell’idea perdura con il suo eco di passi per la vita;
Madre, ti abbraccio, l’ assenza presenta all’amore l’impegno,
pietra che assiste lo scheletro
                        nel suo ballo consapevole,
                                   nella sua lotta costante.

Come l’ombra quieta si veste dei gesti quotidiani,
semplice protagonista della luce,
così contemplo svanire la carne
                        e albeggiare il giorno
in cui sono quello che vivo.

Mio padre se n’è andato con te a trascorrere un nuovo tempo
            accolto come un bambino   nella tua dimora.

Poesia tratta dalla Plaquette Monografica del Progetto 7LUNE - MEZZALUNA Plaquette Monografica Festival di Santa Ana (El Salvador) 2014. Per vedere o ascoltare il numero completo fare clik QUI.

PERLA RIVERA (Honduras)

Ha pubblicato: Sueños de origami (2014).


SUICIDA

Te aíslas bajo cerraduras de silencios
te busco convertido en luz.
He muerto varias veces
he sido suicida
y cada noche
un verso me recoge en el vacío.


SUICIDA

Ti isoli dietro serrature di silenzi
ti cerco tramutato in luce.
Sono morta varie volte
sono stata suicida
ed ogni notte
un verso mi raccoglie dal vuoto.

Poesia tratta dalla Plaquette Monografica del Progetto 7LUNE - MEZZALUNA Plaquette Monografica Festival di Santa Ana (El Salvador) 2014. Per vedere o ascoltare il numero completo fare clik QUI.

LOURDES SOTO (Honduras)

Ha pubblicato: En los brazos de la poesía (2014)

NO ES DIOS, PERO CREO EN ELLA

Mamá tiene el corazón roto.
Le arrebataron la infancia,
escondieron su mayor tesoro,
la volvieron de sal.
Pelea con la distancia,
el miedo,
la nostalgia,
la soledad.
No se rinde,
se disfraza de sonrisas,
caza sueños como fiera,
viaja a mí día y noche.
No es Dios, pero creo en ella.


NON É DIO, MA CREDO IN LEI

La mamma ha il cuore rotto.
Le hanno rubato l’infanzia,
le hanno nascosto il suo più grande tesoro,
l’hanno resa di sale.
Lotta contro la distanza,
la paura,
la nostalgia,
la solitudine.
Non si arrende,
si traveste con sorrisi,
come una belva va a caccia di sogni,
viaggia verso di me giorno e notte.
Non è Dio, ma credo in lei.

Poesia tratta dalla Plaquette Monografica del Progetto 7LUNE - MEZZALUNA Plaquette Monografica Festival di Santa Ana (El Salvador) 2014. Per vedere o ascoltare il numero completo fare clik QUI.

CAROLINA TORRES (Honduras)

Ha pubblicato: Baúl de poesía (2014)


REFLEXIÓN A LAS 2:49

Empecé a ser yo
no sé cuándo, no sé dónde
me invadió mi propia presencia, no más mascaras, solo yo
ni tu recuerdo, ni las memorias de nada y de nadie
solo yo y esta tan extraña ausencia propia.

Comencé a extrañarme sin conocerme
a pensarme sin reglas, a jugarme la vida
¿será esto vivir?
tomar conciencia de que no sé que soy.
Me importa más el mundo cada día más podrido
que mi propia existencia.
Soy capaz de entregarme a una causa pero no me amo lo suficiente para
guardarme de las heridas, de los peligros, de mi, de vos.
Me perdí, no me encuentro
no sé qué hago,  qué quiero, qué sueño
me invade la angustia de saberme perdida
de no buscarme porque no quiero encontrarme
en esta situación de desnudo de la energía interna
del espacio sin nadie, ese espacio solo mío
donde el juez y el juzgado son el mismo personaje -soy yo-


RIFLESSIONE ALLE 2:49

Ho cominciato ad essere io
non so quando, non so dove
mi ha invaso la mia stessa presenza, basta maschere, solo io
né il tuo ricordo, né le memorie di niente e di nessuno
solo io e questa così strana assenza propria.

Ho cominciato a sentire la mancanza di me senza conoscermi
a pensarmi senza regole, a giocarmi la vita
sarà questo vivere?
prendere coscienza che non so cosa sono.
M’importa di più il mondo ogni giorno più marcio
della mia stessa esistenza.
Sono capace di dedicarmi a una causa ma non mi amo a sufficienza per
salvarmi dalle ferite, dai pericoli, da me, da te.
Mi sono persa, non mi trovo
non so cosa faccio,  cosa voglio, cosa sogno
m’invade l’angoscia di sapermi perduta
di non cercarmi perché non voglio trovarmi
in questa situazione di nudità dell’energia interna
dello spazio senza nessuno, quello spazio solo mio
dove giudice e imputato sono lo stesso personaggio –sono io-

Poesia tratta dalla Plaquette Monografica del Progetto 7LUNE - MEZZALUNA Plaquette Monografica Festival di Santa Ana (El Salvador) 2014. Per vedere o ascoltare il numero completo fare clik QUI.

ZINGONIA ZINGONE (Costa Rica)

Ha pubblicato: Máscara del delirio (2006), Cosamoagonía (2007), Equilibrista del olvido (2012) e Los naufragios del desierto (2013).


EL CONTRAPESO

La bailarina de Degas
coloca en la punta
de la zapatilla derecha
toda su existencia.

En el ápice del equilibrio
de inmodestas volteretas
y flash,
desde el silencio irrumpe
un rostro
que la devuelve a su infancia.

Pierde el contrapeso del olvido
y precipita,
y se quiebra.

La bailarina de Degas
tuvo una vez un padre.


IL CONTRAPPESO

La ballerina di Degas
posiziona nella punta
della scarpetta destra
tutta la sua esistenza.

All’apice dell’equilibrio
di sfacciate piroette
e flash,
dal silenzio irrompe
un volto
che la restituisce alla sua infanzia.

Perde il contrappeso dell’oblio
e precipita
e si spezza.

La ballerina di Degas
ha avuto una volta un padre.

Poesia tratta dalla Plaquette Monografica del Progetto 7LUNE - MEZZALUNA Plaquette Monografica Festival di Santa Ana (El Salvador) 2014. Per vedere o ascoltare il numero completo fare clik QUI.

lunedì 1 dicembre 2014

MEZZALUNA Plaquette Monografica Festival di Santa Ana (El Salvador) 2014

E' disponibile il primo numero di MEZZALUNA, Plaquette Monografica del Progetto 7LUNE, che inaugura una nuova collana dedicata ai Festival di Poesia.

Le poesie sono di: XÁNATH CARAZA (Messico), ADA ESTRELLA MEMBREÑO (El Salvador), TANIA MOLINA (El Salvador), PERLA RIVERA (Honduras), LOURDES SOTO (Honduras), ZINGONIA ZINGONE (Costa Rica)

L'opera in copertina è di JOSE NOEL GODOY (El Salvador), in arte PENDRAGON MIRANDA

La musica è interpretata dal tenore MAURICIO IGLESIAS (El Salvador)

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lunedì 17 novembre 2014

LUNA ROSSA Plaquette Monografica Landais ispanoamericani 2014

E' disponibile LUNA ROSSA Plaquette Monografica Landais ispanoamericani 2014.
Le poesie sono da: Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, El Salvador, Onduras, Messico, PerùRepubblica Dominicana, Uruguai, Venezuela

L'opera in copertina è di DULCE LUNA (Messico)
La musica è di TANIA MOLINA (El Salvador)







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