lunedì 27 agosto 2018

CLARIBEL ALEGRIA


LA POTENZA ORFICA DELLA POESIA ATTRAVERSA OGNI SOGLIA

La scrittura poetica della poeta nicaraguense Claribel Alegria ha una forza, una determinazione ed un coraggio che le permette di spezzare le catene del tempo e dello spazio per immergersi in una catabasi che porta ad una nuova consapevolezza.

Claribel Alegria nasce nel 1924 ad Estelì,  una piccola cittadina del Nicargua.
In seguito si trasferisce a Santa Ana nel Salvador, infine nel 1943, si trasferisce negli Stati Uniti, dove consegue la laurea in Filosofia e Letteratura. Sempre attenta alle questioni sociali, partecipa a molte proteste non violente e tornata in patria, si lega al Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale contro la dittatura di Somoza.
Popolare in tutta l’ispanoamerica, viene identificata come l’autrice più rappresentativa della “generacion comprometida”.  Muore a Managua nel 2018.
Donna di umore mutevole, spesso malinconica, dichiara che scrivere per lei è il suo modo di stare sola, i suoi libri ricevono numerosi premi e riconoscimenti.
La sua produzione è molto ricca, tra le sue opere ricordiamo “Anillo de silencio” 1948, “Suite de amor, angustia y soledad” 1950, “Vigilias” 1953, “Acuario” 1955, “Sobrevivo” 1978, (premio Casa de los Americas de Poesia). “Sorrow” 1999, “Casting off” 2003, “Soltando amarras” 2003, “Voces” 2015, “Amor sin fin” 2016.

Le opere “Voces” e “Amor sin fin” sono state pubblicate in Italia da Samuele Editore e tradotte da Zingonia Zingone e Marina Benedetto.

“Amor sin fin”, che è anche il suo ultimo libro, scritto a novantadue anni, in un certo senso si configura come il suo testamento spirituale e poetico. La raccolta è dedicata all’amatissimo marito scomparso Bud, ed inizia come una vera e propria catabasi. Claribel Alegria s’immerge in un viaggio orfico alla ricerca di risposte sul senso dell’esistenza e del divenire.
Il poema si suddivide in sette parti: El umbral, El abismo, Las palabras, Estrella indómita, La mandala, Pegaso y El retorno. Si tratta di un’opera magistrale creata da una maestra di poesia e di vita.
Scrive Zingonia Zingone in proposito: ”Amor sin fin è un fiume che sgorga dalla vetta di un sogno, quello di ricomporre l’amore perfetto. Scende giù negli abissi dell’essere, tra domande, desideri e tormenti, travolgendo il lettore con l’impeto incontenibile di una Claribel Alegría rinvigorita dagli anni. Il passare del tempo, infatti, trasporta la ormai ultranovantenne poetessa sulla soglia di un nuovo inizio, da dove si affaccia sull’ignoto e salta; si lascia condurre dal Mistero, come Dante da Virgilio e, scansando la consueta brevità dei suoi componimenti, scrive a briglia sciolta un lungo e suadente poema.”

La sua scrittura, potente ed intensa, è una testimonianza che l’amore, il desiderio e la passione sono le sorgenti vitali dalle quali attingere la forza e la creatività della scrittura.
Una continua tensione desiderante la porta a scandagliare i misteri dell’Universo nell’ardente desiderio di ricongiungersi all’amato, intraprendendo un viaggio nell’ignoto che la conduce ad affrontare innumerevoli prove.

EL UMBRAL
Hice anoche
contigo
un viaje largo
no importa si fue en sueños
o me lancé al vacío
se desplazó un barrote
y en un umbral ignoto
me encontré.
Salté del tiempo
que me miró de frente
avanzó
se detuvo
y con una antorcha
entre las cejas
señaló los instantes
que hilvanaron mi vida.
¿Qué buscas?
preguntó.
No sabría decirlo
susurré:
el perdón
la mandala
ese perdón que es mío
y no puedo otorgarme
que camina conmigo
y no viene de fuera
ese perdón arisco
que retumba en mis sienes
que me oprime
y hace brotar las lágrimas
que lavan.

Hubo un silencio incómodo
por fin me escabullí
me tendía la mano el universo
lo acogí
me acogió
fui oruga
crisálida
gacela
y una mujer de ojos
deslumbrados.
No había nadie
nada
un miedo en espiral
erizaba mi cuerpo.
Empecé a caminar
era rugoso el suelo
lastimaba mis pies
pude haber regresado
no quería
un peñasco a lo lejos
me dirigí hacia él
tejidos de moho
lo cubrían
escuché sus sollozos
apagados
sigue
sigue
imploraba
no subas por mi cuerpo
aún no has visto todo
el panorama es terso
y aunque fluyan milagros
como el amor
el mar
las flores
los cristos
y los budas
y tanto
y más,
está saturado de violencia.

Sentí curiosidad
pero temblaba
hay mujeres violadas
prosiguió
corrupción
tiranías
guerras injustas
entre hermanos
emigrantes
que buscan a los suyos
y nunca los encuentran
los torturan
los matan
y suspiros
y llantos
y alaridos.

Incliné la cabeza
y seguí caminando.
En el umbral
no hay caminos
ni senderos
ni señales
la libertad es plena
respiro libertad
no sé qué hacer con ella.
He sido siempre cautelosa
al diablo la cautela
los temores
la culpa
ignoré la locura
la tengo allí´
escondida
amarrada la tengo
viaja conmigo
viaja
no sé plasmarla
en mis palabras.
Para encontrar verdades
para que asome el alma
hay que escribir con locura.

Los recuerdos perdidos
¿dónde están?

“Amor sin fin” è un libro iniziatico, ricco d’immagini e di simboli che racconta il viaggio psicologico e spirituale di Claribel Alegria, una donna indomita che non si arresta di fronte a nessun ostacolo, neppure quello della morte dell’amato. La poesia di Claribel Alegria è  in grado di attraversare soglie e silenzi per spingersi fino agli estremi confini della conoscenza. La sua è una poesia orfica, un invito ad esprimere le potenzialità inesplorate dell’umano, immergendosi in un processo incessante di consapevolezza. 

Lucia Guidorizzi

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