sabato 17 novembre 2018

GIOCONDA BELLI

CORPO IN FORMA DI PAROLA

Chi ha avuto la fortuna d’incontrare Gioconda Belli non può dimenticare il calore della sua presenza che emana un’intensa energia vitale e carnale di accoglienza. 
La sua poesia è come lei: forte, generosa, consapevole, presente a se stessa. 
L’ho incontrata a Venezia, in occasione del Festival Internazionale “Incroci di civiltà” 2018 e mi ha subito colpito la sua fisicità potente, la fisicità di una donna che pur avendo attraversato molte tempeste ha sempre saputo tenere in pugno la barra del timone per far procedere la sua navigazione sulle acque tempestose della vita. 
Il suo nome le assomiglia: Gioconda, poiché lieto è il modo con cui sa andare incontro alle situazioni, permeato da quell’allegria consapevole di chi non teme di passare anche attraverso il dolore e il conflitto, e Belli, perché è bellissima nella consapevole e piena accettazione di sé. 
Gioconda Belli nasce in Nicaragua, a Managua, il 9 dicembre 1948 da una benestante famiglia borghese di origini italiane: ciò le permette di viaggiare e di studiare in Spagna e poi in America, dove completa gli studi a Filadelfia, diplomandosi in giornalismo. 
I suoi interessi sono vivaci e molteplici, nel 1970, tornata in patria, comincia a pubblicare le sue poesie, ottenendo riconoscimenti a livello internazionale. 
Impegnata politicamente, fa parte del Fronte Sandinista di Liberazione Internazionale, viene mandata in esilio dal regime di Somoza, trascorrendo due anni in Costa Rica. 
In seguito alla vittoria del Fronte di Liberazione, torna in Nicaragua, dove ricopre varie cariche politiche fino al 1994, anno in cui lascia la vita pubblica per dedicarsi sempre più al giornalismo e alla letteratura. 
Pubblica nel 1987 la raccolta di poesie “De la costilla de Eva” e nel 1988 il suo primo romanzo, “La mujer abitada” che avrà successo a livello internazionale. Il libro, dai risvolti autobiografici, racconta le storie intrecciate di due donne appartenenti ad epoche diverse, la prima che entra nel movimento rivoluzionario sandinista nel Nicaragua oppresso dalla dittatura di Somoza, e l’altra, una donna nahua, che cinquecento anni prima, lotta contro l’invasione spagnola. 
Pubblica altri tre romanzi: “Sofia de los Presagios” 1990, “Waslala”1996 e “El pais bajo mi piel” 2011. 
Contemporaneamente pubblica anche altre raccolte poetiche: “El ojo de la mujer” 1990, e “Apogeo” 1997. 
Gioconda Belli dal 1990 vive in California, a Santa Monica, dedicandosi pienamente alla scrittura e viaggiando spesso per diffondere la sua poesia. 

La sua poesia è sincera e generosa, parte sempre dall’esperienza diretta e proprio in virtù di questa onestà sa farsi strumento di riscatto anche per le altre donne. E’ una poesia che racconta come si possa vivere anche all’interno delle contraddizioni, come afferma lei stessa: 
“Sono stata due donne e ho vissuto due vite. Una delle due donne voleva far tutto secondo i canoni classici della femminilità: sposarsi, fare figli, nutrirli, essere docile e compiacente. L’altra aspirava ai privilegi maschili: sentirsi indipendente, essere considerata per se stessa, avere una vita pubblica, la possibilità di muoversi, amanti. Ho consumato gran parte della vita alla ricerca di un equilibrio tra queste due donne, per unirne le forze, per non essere dilaniata dalle loro battaglie a morsi e graffi. Penso di avere ottenuto, alla fine che entrambe le donne coesistessero sotto la stessa pelle. Senza rinunciare a sentirmi donna, credo di essere riuscita a essere anche uomo.” 
Per questo, quando scrive, lo fa in nome di tutte le donne che come lei cercano un difficile equilibrio emotivo in mezzo a tutte le difficoltà che comporta il desiderio di una piena realizzazione. La sua voce è un faro che illumina le coscienze di quante non si accontentano, ma desiderano raccogliere ogni sfida possibile e prima tra tutte quella di esprimersi poeticamente. 

Consejos para la mujer fuerte 

Si eres una mujer fuerte
protégete de las alimañas que querrán
almorzar tu corazón.
Ellas usan todos los disfraces de los carnavales de la tierra:
se visten como culpas, como oportunidades, como precios que hay que pagar. 

Te hurgan el alma; meten el barreno de sus miradas o sus llantos
hasta lo más profundo del magma de tu esencia
no para alumbrarse con tu fuego
sino para apagar la pasión
la erudición de tus fantasías. 

Si eres una mujer fuerte
tienes que saber que el aire que te nutre
acarrea también parásitos, moscardones,
menudos insectos que buscarán alojarse en tu sangre
y nutrirse de cuanto es sólido y grande en ti. 

No pierdas la compasión, pero témele a cuanto conduzca
a negarte la palabra, a esconder quién eres,
lo que te obligue a ablandarte
y te prometa un reino terrestre a cambio
de la sonrisa complaciente. 

Si eres una mujer fuerte
prepárate para la batalla:
aprende a estar sola
a dormir en la más absoluta oscuridad sin miedo
a que nadie te tire sogas cuando ruja la tormenta
a nadar contra corriente. 

Entrénate en los oficios de la reflexión y el intelecto
Lee, hazte el amor a ti misma, construye tu castillo
rodéalo de fosos profundos
pero hazle anchas puertas y ventanas. 

Es menester que cultives enormes amistades
que quienes te rodean y quieran sepan lo que eres
que te hagas un círculo de hogueras y enciendas en el centro de tu habitación
una estufa siempre ardiente donde se mantenga el hervor de tus sueños. 

Si eres una mujer fuerte
protégete con palabras y árboles
e invoca la memoria de mujeres antiguas.
Has de saber que eres un campo magnético
hacia el que viajarán aullando los clavos herrumbrados
y el óxido mortal de todos los naufragios. 

Ampara, pero ampárate primero
Guarda las distancias
Constrúyete. Cuídate
Atesora tu poder
Defiéndelo
Hazlo por ti
Te lo pido en nombre de todas nostra 

Lucia Guidorizzi

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