lunedì 1 luglio 2019

IDEA VILARIÑO

LA POETICA DELLA DISTANZA 

Idea Vilariño nasce nel 1920 a Montevideo da una famiglia dagli ideali progressisti. Il padre, Leandro, è un poeta ed intellettuale anarchico ed i figli esprimono nei loro nomi i valori presenti in ambito familiare, legati alla cultura simbolista: Alma, Idea, Azul, Poema e Numen. 
L’infanzia di Idea trascorre difficile, a causa della sua salute cagionevole anche se lei la ricorda come un’infanzia felice, nonostante tutto. Nel giro di tre anni muoiono la madre, un fratello e d il padre e questo lascia in lei una traccia indelebile. 
Negli anni Cinquanta inizia la sua militanza politica, legata ai gruppi radicali della Sinistra. 
Si afferma come scrittrice, poeta, insegnate, traduttrice e critica letteraria. 
Idea Vilariño appartiene alla generazione poetica uruguaiana del 1945, della quale facevano parte Juan Carlos Onetti, Mario Benedetti, Amanda Berenguer e molti altri. 
Trascorre il 1954 in Europa, tra Svezia, Francia e Spagna ed in questo stesso periodo sviluppa quella che verrà definita la sua poesia “militante”, In seguito comincia a scrivere canzoni che saranno divulgate da cantautori e musicisti uruguaiani. 
Il suo impegno politico e la sua natura forte ed irriducibile la porteranno a vivere in una condizione d’isolamento e di solitudine. 
Inizia un’intensa corrispondenza epistolare con lo scrittore Juan Carlos Onetti, col quale intrattiene un’appassionata storia d’amore di cui ci resta testimonianza in “Poemas de amor” pubblicati nel 1957. Si tratta di un amore difficile, segnato da rotture e riconciliazioni, alimentato dalla distanza e reso conflittuale dai loro caratteri, fieri ed eccentrici. Pur amandosi, non erano fatti per stare insieme. Lui si sposò quattro volte, lei una. 
Nel 1972 Idea Vilariño sposa Jorge Liberati, un suo ex allievo, studioso di filosofia e la loro unione dura per dieci anni. 
Le viene assegnata la cattedra di Letteratura Uruguaiana all’Università di Montevideo, ma dopo tre anni abbandona l’insegnamento, delusa ed amareggiata dalle difficoltà che deve affrontare in ambito lavorativo a causa del malfunzionamento istituzionale. 
Nel 1987 il valore della sua opera poetica viene riconosciuto dal Premio Municipal de Literatura. 
Trascorre gli ultimi anni della sua vita ritirata tra il suo appartamento di Montevideo e la sua casa di villeggiatura a Las Toscas, una località sul mare. 
Muore a Montevideo nel 2009. 

Le sue raccolte poetiche sono: 
· La suplicante (1945). 
· Cielo Cielo (1947). 
· Paraíso perdido (Número. 1949). 
· Por aire sucio (Número. 1950). 
· Nocturnos (1955). 
· Poemas de amor (1957). 
· Pobre Mundo (1966). 
· Poesía (1970). 
· No (1980). 
· Canciones (1993). 
· Poesía 1945 - 1990 (1994). 

Le tematiche della sua poetica si sviluppano intorno a tre linee principali: l’amore, la notte e la povertà. 
L’amore è visto come ricerca continua ed inesausta dell’assoluto, che si scontra con il lato notturno ed oscuro dell’esistenza che con tutte le sue contraddizioni rivela la miseria e la povertà in cui versa l’uomo. Solo attraverso la pietas e il riconoscimento del guasto e della ferita si può sperare in una giustizia possibile ed in una possibile armonia. 

CARTA II 
Estás lejos y al sur
allí no son las cuatro
recostado en tu silla
apoyado en la mesa del café
de tu cuarto
tirado en una cama
la tuya o la de alguien
que quisiera borrar
- estoy pensando en ti 
no en quienes buscan
a tu lado lo mismo que yo quiero -.
Estoy pensando en ti 
ya hace una hora
tal vez media
no sé.
Cuando la luz se acabe
sabré que son las nueve
estiraré la colcha
me pondré el traje negro
y me pasaré el peine.
Iré a cenar
es claro.
Pero en algún momento
me volveré a este cuarto
me tiraré en la cama
y entonces tu recuerdo
qué digo
mi deseo de verte
que me mires
tu presencia de hombre que me falta en la vida
se pondrán como ahora
te pones en la tarde
que ya es la noche
a ser
la sola única cosa
que me importa en el mundo. 

Il suo testamento poetico può considerarsi racchiuso in questi suoi versi: 
Non abusare delle parole / non prestar loro / troppa attenzione. 
IDEA VILARIÑO, da “Poesia completa” 

Lucia Guidorizzi

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