giovedì 5 dicembre 2019

Isabel Sabogal

LA FEDELTA’ DEL TRADIMENTO

Si sa che tradurre da una lingua ad un’altra è sempre un tradimento, ma vi sono modi di tradire con fedeltà, specie se si appartiene ad entrambe le lingue e le si abita da sempre. 
La lingua è un sistema discontinuo. Perché alcuni contenuti affiorano in una lingua piuttosto che in un’altra? Perché contenuti differenti attivano diversi percorsi neuronali e pertanto alcune cose si possono dire o scrivere solo nella lingua che appartiene agli strati più profondi del nostro essere. Quando le lingue sono due, il panorama si complica, offrendo paesaggi interiori e contenuti complessi e ancor di più se, orientati alla ricerca di coincidenze significative nell’universo, si sceglie di consultare gli astri, per avere risposte agli enigmi che accompagnano l’esistenza stessa.
Questo è il caso di Isabel Sabogal Dunin Borkowski, scrittrice, poeta e traduttrice peruviana,
nata a Lima il 14 Ottobre 1958 da madre polacca e da padre peruviano, profondo conoscitore della cultura andina. 
Trascorre la sua giovinezza tra il Perù e la Polonia, scrivendo sia in polacco che in spagnolo, studia Letteratura ispanica e Linguistica presso la Pontificia Università Cattolica del Perù.
Si dedica allo studio dell’astrologia e per un periodo lavora a Cracovia come traduttrice. Nel 2005 torna a vivere a Lima, dopo aver vissuto per nove anni a Cracovia e per sette anni a Cuzco. Attualmente lavora come traduttrice dal polacco allo spagnolo e viceversa, autorizzata dall’Ambasciata della Polonia a Lima.

Tra i suoi libri pubblicati :
Requiebros vanos Lima, Ignacio Prado Pastor Editor, 1988;
Entre el Cielo y el Infierno, un Universo dividido. Lima, Ignacio Prado Pastor Editor, 1989 
Sue opere sono presenti in numerose antologie.
Tra le sue traduzioni dal polacco allo spagnolo:
Polonia: la revolución de Solidarność, Lima, Apuntes, Centro de Documentación e Investigación, Enero de 1982.
Selezione, traduzione ed introduzione del libro Poesía escogida del poeta polacco Czeslaw Milosz. Edición bilingüe, in polacco e castigliano. 

Isabel Sabogal, nel condurre la sua vita nomadica tra un continente e l’altro, tra una lingua e l’altra, sperimenta come i confini identitari si facciano labili grazie alla complessità della sua esperienza. Eppure, proprio questa sua condizione di ponte tra due mondi, le permette di attingere da esperienze differenti che divengono un patrimonio duraturo ricco di memorie e testimonianze. Si comprende dunque come per lei tradurre, ovvero tradire, sia l’unico modo per restare fedeli alla propria lingua o meglio, alle proprie lingue.

Requiebros vanos 

Hay una niebla agazapada por debajo de nosotros
En esa niebla viven y pululan los dragones
En esa niebla nacen y renacen las estrellas.

Eso es al fondo, para afuera no soy nada
más que un autómata sin ríos ni tinieblas
más que un autómata sin sueños ni esperanzas.

Y si no fuera por las tinieblas de la noche
Y por tu cuerpo de gata agazapada
Yo creería ser de veras eso.

Y creería en todo lo que digo
Y creería en todo lo que pienso
vanos requiebros, sueños vanos
por alcanzar el más allá de las estrellas
por alcanzar el más acá de lo diario.

Pero no hay nada ya alcanzable, todo es vano
menos el canto más allá del pensamiento
menos tu cuerpo de gata agazapada
en las tinieblas de la noche y de los sueños.

Isabel Sabogal
Lima, 1984
Del poemario "Requiebros vanos"
Lima, Ignacio Prado Pastor Editor, 1988


Lucia Guidorizzi

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