venerdì 1 maggio 2020

Maria Enriqueta Camarillo

MARIA ENRIQUETA CAMARILLO: UN’ILLUSTRE SCONOSCIUTA

Spesso l’opera di un autore scompare, inabissandosi in vene carsiche, oppure sbiadisce come inchiostro simpatico, per poi riaffiorare inaspettatamente, rivelando tracce e segni per lungo tempo dimenticati, e restituendo la sua freschezza ed intensità. E’ questo il caso di Maria Enriqueta Camarillo, una tra le scrittrici messicane più prolifiche ed importanti vissute a cavallo tra Ottocento e Novecento, in un periodo ricco di avvenimenti e profonde trasformazioni.

Nasce a Coatepec, il 15 Gennaio 1872 e trascorre i primi anni della sua infanzia immersa in una natura libera e selvaggia, tra passeggiate, visite a fattorie, fiori e animali e bagni nei ruscelli. All’età di sette anni si trasferisce con la sua famiglia a Città del Messico, dove studia al Conservatorio e nel 1887 diviene maestra di pianoforte. In seguito si dedica a concerti, spettacoli, audizioni e lezioni di musica, ma la sua passione principale rimane sempre la letteratura.

A ventidue anni inizia a collaborare con importanti riviste e giornali messicani, aderendo alla corrente del Modernismo e pubblica le sue prime opere poetiche con lo pseudonimo di Ivan Moszkowski. Si dedica anche alla narrativa e pubblica due libri per imparare a leggere: “Rosas de la infancia” e “Nuevas rosas de la infancia” che diventano testi obbligatori in tutte le scuole primarie messicane.

Nel 1897 si trasferisce sempre con la famiglia a Nuevo Laredo e nel 1898 sposa lo storico e diplomatico messicano Carlos Pereyra che lavora per il presidente (dittatore) Porfirio Diaz, responsabile di aver instaurato un regime autoritario. Insieme al marito fa numerosi viaggi all’estero, a Cuba, in Belgio, in Svizzera e dopo la destituzione del dittatore Porfirio Diaz si stabiliscono in Spagna, a Madrid, dove vivono per trentadue anni. La coppia non ha figli. Torna in Messico dopo la morte del marito nel 1942 e vi si stabilisce permanentemente nel 1948 fino alla sua morte, avvenuta a Città del Messico il 13 Febbraio del 1968.

E’ considerata la prima donna modernista ispanoamericana del Ventesimo Secolo ed affronta tematiche che preludono al femminismo, anche se è stata dimenticata, sia perché ha trascorso molto tempo della sua vita lontano dal Messico, sia a causa dei legami che il marito aveva con il dittatore Porfirio Diaz, eppure la sua sensibilità letteraria, estremamente ricca e versatile, offre spunti e suggestioni interessanti.

La sua opera migliore è il racconto “El secreto”(1922) che racconta la storia di un adolescente con la vocazione per l’arte che soffre per l’assenza del padre e che lotterà per realizzare se stesso diventando artista. Per questo racconto riceve nel 1923 il premio letterario dall’Academie Francaise

Le sue opere poetiche più importanti sono:

· Las consecuencias de un sueño (1902)
· Rumores de mi huerto (1908)
· Rincones románticos (1922)
· Album sentimental (1926)
· Poesías del Campo (1935)
· Recordando dulcemente (1946)

Mentre tra quelle di narrativa si ricordano:

· Mirlitón (1918)
· Jirón del Mundo (1918)
· Sorpresas de la vida (1921)
· El secreto (1922)
· Entre el polvo de un castillo (1924)
· El misterio de su muerte (1926)
· Enigma y símbolo (1926)

E’ interessante pensare che questa donna, conosciuta in assoluto come l’autrice più famosa della sua epoca, è stata in seguito dimenticata, nonostante i giudizi estremamente lusinghieri della critica letteraria, tra cui Paul Valery che scrive “La novella El secreto di Maria Enriqueta è un profondo e bellissimo libro di ammirevole psicologia.” Allora qual è il motivo della sua obsolescenza letteraria? La risposta è che i suoi versi sono attraversati dagli stereotipi legati alle convenzioni sociali della sua epoca, il suo discorso poetico si muove dentro i margini dell’eterno femminino, ed il suo universo semantico si sviluppa intorno al luogo assegnato alla donna tradizionalmente: la casa. L’amore resta l’oggetto privilegiato della sua lirica, insieme alla tristezza, al dolore, alla morte. Questa sensibilità rimane però circoscritta e non riesce a sfondare il fondale romantico in cui si colloca. Eppure la sua voce ancor oggi mantiene intatte le sue fascinazioni.

ABRE EL LIBRO

Abre el libro en la página que reza:
'Donde se ve que Amor sólo es tristeza',
y con tu voz de oro
que tiene sortilegios peregrinos,
¡ahuyenta, como pájaro canoro,
la sombra de esa frase, con tus trinos!...
Porque es tu voz tan dulce y lisonjera,
que si dices que Amor tiene dolores,
el dolor se resuelve en primavera,
y todas sus espinas echan flores...
¡Deja escapar tu voz, oh, dueño mío!,
y haz de esa frase triste sólo un canto:
tú puedes, con las lágrimas y el llanto,
hacer notas y perlas de rocío.
Es tu voz el crisol en que se funde
la invencible tristeza;
tan pronto como empieza
su acento a levantarse, luz de aurora
en el viento sus ráfagas difunde,
y en los abismos el dolor se hunde...
¡Es tu palabra eterna triunfadora!
Abre ya el tomo, y con tu voz suave,
destruye ese sofisma peregrino.
Seremos, mientras hablas, tú, cual ave,
y yo, como viajero absorto y grave
¡que se para a escucharte en el camino!...


Lucia Guidorizzi

2 commenti:

  1. I pionieri e i precursori di idee innovatrici, seguono chiaramente la linea dei propri tempi,e quindi, per quanto evoluto e avveniristico...e coraggioso, possa essere un percorso di avanzamento, non potrebbe competere con i futuri militanti delle stesse teorie,ormai sviluppate ed estrinsecate,nelle molte sfaccettature,ne sono nondimeno,gli invisibili pilastri.

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  2. E' curioso vedere come la fama e la fortuna di vari autori sia legata alle contingenze storiche. Molti dopo un periodo di successo spariscono nel nulla, mentre altri, dopo un periodo di oscurità cominciano a brillare.

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Grazie!