giovedì 25 marzo 2021

ALEJANDRO JODOROWSKY: LA POESIA SENZA FINE DELLA MONTAGNA SACRA

Il mio primo incontro con Alejandro Jodorowsky è stato fondante per il mio immaginario: dopo aver visto il suo film “La Montagna sacra” (1973) niente per me è stato più come prima. “La Montagna Sacra” è un film spiazzante, a tratti sgradevole e kitsch, eppure capace di raccontare la ricerca interiore, l’annientamento di sé, la metamorfosi alchemica come nessun altro. Da allora questo personaggio non mi ha più abbandonato e ho avuto modo di apprezzarne l’estrema versatilità creativa in tutti gli ambiti: artista poliedrico, attore, regista, romanziere, poeta, fumettista, psicomago, terapeuta, lettore di tarocchi, si è prodigato in tutti questi campi lasciando una traccia indelebile del suo talento creativo.

Alejandro Jodorowsky nasce a Tocopilla, in Cile, da una famiglia di ebrei russi nel 1929, anno del crollo della Borsa di Wall Street. Frequenta a Santiago Stella Diaz Varin, Nicanor Parra, Enrique Linh e altri giovani intellettuali che saranno rappresentativi della letteratura moderna cilena. 

Nel 1953 si trasferisce a Parigi, diviene allievo di Marcel Marceau e fonda con Fernando Arrabal e Roland Topor il Teatro Panico.

Gira alcuni film di cui i più importanti sono “El Topo” (1971), western surrealista e metafisico, “La Montagna Sacra” , vicenda mistica-esoterica ed iniziatica dal finale spiazzante (1973) e “Santa Sangre” (1988), un film estremamente complesso e truculento con risvolti psicanalitici.

Collabora anche con Moebius con cui lavora al progetto di portare sullo schermo il romanzo di fantascienza “Dune” che alla fine sarà realizzato nel 1984 con la regia di David Lynch. Altri suoi film più recenti sono “La danza de la realidad”, “Poesia sin fin” e “Psicomagia”.

Scrittore estremamente prolifico, alcune tra le sue opere più significative sono:
- Donde mejor canta un pájaro, 1992 (Quando Teresa si arrabbiò con Dio, trad. di Gianni Guadalupi, Milano: Feltrinelli, 1996)
- Los Evangelios para sanar, 1997 (I Vangeli per guarire : una nuova luce sul mito fondatore, trad. di Antonio Bertoli, Milano: Mondadori, 2003))
- La danza de la realidad, 2001 (La danza della realtà, trad. di Michela Finassi Parolo, Milano: Feltrinelli, 2004)
- El dedo y la luna, 2004 (Il dito e la luna : racconti zen, haiku, koan, trad. di Claudia Marseguerra, Milano: Oscar Mondadori, 2006)
- El maestro y las magas, 2005 (Il maestro e le maghe, trad. di Michela Finassi Parolo, Milano: Feltrinelli, 2010)
- Solo de amor, 2006 (Solo de amor, trad. di Antonio Bertoli, Firenze: Giunti citylights, 2006), poesie
- Cabaret místico, 2006 (Cabaret mistico, trad. di Michela Finassi Parolo, Milano: Feltrinelli, 2008)
- (con Marianne Costa) Metagenealogía, 2011 (Metagenealogia : la famiglia, un tesoro e un tranello, trad. di Michela Finassi Parolo, Milano: Feltrinelli, 2012)
- Viaje esencial, 2012 (Viaggio essenziale: poema psicomagico, trad. di Andrea Colamedici, Roma: Spazio interiore, 2014)
- A la sombra del I Ching, 2014 (All'ombra dell'I Ching, trad. di Michela Finassi Parolo, Milano: Feltrinelli, 2016)

Alejandro Jodorowsky è anche l’ideatore della psicomagia, che costituisce l’ultima frontiera del Surrealismo applicato in ambito terapeutico. Negli anni Sessanta, entra in contatto con una guaritrice messicana, Paquita di cui diviene apprendista. Impara a curare i malati con un metodo che porta il paziente a non essere un soggetto passivo, ma ad agire, a reagire, diventando protagonista della sua guarigione. La guarigione si compie mediante un atto magico. Jodorowsky afferma che “ La gente desidera smettere di soffrire, è vero, ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sue adorate sofferenze.” 

Il suo consiglio più importante è quello di smettere di definire se stessi. Quando ci si lascia ingabbiare in rigidi schemi, si pone freno alle proprie potenzialità. La vera libertà è la capacità di uscire da se stessi, di superare i limiti del piccolo mondo individuale per aprirsi alla saggezza dell’universo. Per lui l’arte e la medicina sono strettamente connesse. Anche la poesia è azione e si esprime attraverso il compimento di atti che la trasportano nella dimensione della realtà. Similmente, la lettura dei tarocchi è un importante strumento di autoanalisi a fini introspettivi e conoscitivi.

Importante è la sua amicizia con Antonio Bertoli, che nel 1996 aveva fondato a Firenze la casa editrice- libreria City Lights Book, unica al mondo dopo quella di San Francisco che si occupa in particolar modo di poesia, in collaborazione con Lawrence Ferlinghetti. 

Antonio Bertoli, che è stato uno straordinario esponente della cultura e della creatività italiana, spentosi troppo presto, nel 2015, ha pubblicato molti dei suoi libri ed è anche stato suo traduttore.

Una delle opere più interessanti di Jodorowsky è “Metagenealogia”, scritta insieme a Marianne Costa, in cui afferma che la conoscenza e lo studio approfondito del proprio albero genealogico rivelano come quello che siamo sia il prodotto del nostro passato familiare. La metagenealogia considera le analogie e le corrispondenze presenti in ogni stirpe in cui si ripetono date, malattie, nascite, morti, incidenti e nomi attraverso le generazioni. Ma oltre a essere psicomago e terapeuta, Alejandro Jodorowky è anche un intenso poeta che riesce a esprimere nei suoi versi il miracolo della distanza e della prossimità. La sua forza lirica esula da tutti i canoni accreditati, per esprimersi nella sua autenticità: 

«Poco a poco vas entrando en mi ausencia» 

Poco a poco vas entrando en mi ausencia
gota por gota llenando mi copa vacía
allí donde soy sombra no cesas de aparecer
porque tan sólo en ti las cosas se hacen reales
alejas el absurdo y me otorgas sentido
lo que recuerdo de mí es lo que tú eres
llegó a tus orillas como un mar invisible

Alejandro Jodorowsky

da “No basta decir”, Visor Libros, 2003

Come scrive Antonio Bertoli intorno alla sua poesia: “L’unione di un uomo e di una donna resterà sempre il vero mistero della vita, perché l’amore è davvero il più grande segreto e l’unico scopo della vita stessa; un mistero e un segreto che sono in realtà già svelati perché sono racchiusi nel nostro vivere e nelle nostre modalità di relazione”.

Il pensiero ricchissimo complesso di Jodorowsky si può cercare di sintetizzare in queste sue considerazioni che in un certo qual modo definiscono la sua visione del mondo: 

“Mi piace sviluppare la mia coscienza per capire perchè sono vivo, cos’è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i disegni dell’universo.
Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili e si crea false forme di condotta, plagiata da personalità importanti.
Mi piace rispettare gli altri, non per via delle deviazioni narcisistiche della loro personalità, ma per come si sono evolute interiormente.
Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio, il cui cuore critica gli altri senza sosta, la cui sessualità vive insoddisfatta, il cui corpo s’intossica senza saper apprezzare di essere vivo, perché ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Mi piace invecchiare perchè il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale.
Non mi piace la gente che per retaggi infantili trasforma le bugie in superstizioni.
Non mi piace che ci sia un Papa che predica senza condividere la sua anima con una “Papessa“.
Non mi piace che la religione sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne.
Mi piace collaborare e non competere. Mi piace scoprire in ogni essere quella gioia eterna che potremmo chiamare dio interiore.
Non mi piace l’arte che serve solo a celebrare il suo esecutore.
Mi piace l’arte che serve per guarire.

Non mi piacciono le persone troppo stupide.
Mi piace tutto ciò che provoca il riso.
Mi piace affrontare volontariamente la mia sofferenza, con l’obiettivo di espandere la mia coscienza.”

Ironia, curiosità, versatilità, inesauribile verve creativa e capacità di rendere l’arte uno strumento di guarigione, rendono Alejandro Jodorowsky uno splendido e vivace adolescente di novantun anni che continua a donare al mondo a piene mani la sua genialità di poeta, mago e terapeuta.

Lucia Guidorizzi

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