sabato 1 maggio 2021

JORGE LUIS BORGES: INOLTRARSI NEL LABIRINTO

Un labirinto inestricabile di verità e finzioni costituisce l’Opus Magnum di Jorge Luis Borges, la cui vista, nel procedere del tempo si è sempre più fatta interna, proiettandosi nel passato e nel futuro, come accade a tutti i Veggenti autentici. Borges è sempre stato un pensatore indipendente, non inquadrabile in un contesto politico specifico e per questo per molti poco rassicurante. Eppure, proprio grazie a questo suo essere inafferrabile e incatalogabile, è stato un grande Maestro. Un maestro autentico insegna, nel senso letterale del termine, cioè indica una via possibile, senza mai imporla e la via privilegiata di Borges è quella del labirinto. Un dedalo intricato è la sua opera, ricca d’intense frequentazioni letterarie e di colti riferimenti e addentrarvisi è come percorrere una tortuosa galleria di specchi che restituiscono le immagini del mondo sempre sotto diverse angolature.
Inoltrarsi nelle pagine dei suoi libri è come entrare in un quadro di Escher pieno di scale, scacchi, costruzioni impossibili e paradossali che si apre in una vertiginosa mise en abîme. La sua ricerca è tesa a scoprire l’essenza, la gemma, il cuore del bocciolo, la parte più tenera e viva del seme della creazione artistica. Questa ricerca dell’essenza produce un’eco infinita in cui altezza e profondità coincidono. In questo mondo enigmatico e complesso, dove le ombre contano più delle presenze, l’Altro diviene riflesso sfuggente del nostro essere, apparizione abitata da forze invisibili.
Per Borges l’identità è in perenne proliferazione e si moltiplica esponenzialmente. 
Invecchiando, Borges acquista in coraggio e giovinezza, imparando a vivere con maggiore freschezza e intensità.
Jorge Luis Borges, scrittore, poeta, saggista, traduttore e filosofo, nasce a Buenos Aires il 24 agosto 1899 in una famiglia benestante. Il padre è avvocato e insegnante di psicologia. La famiglia si trasferisce nel quartiere residenziale di Palermo e nel 1914 in Europa, prima a Ginevra fino al 1918, poi a Lugano, l’anno dopo a Maiorca, poi a Siviglia e infine a Madrid. Nel 1921 torna insieme con la famiglia a Buenos Aires. Qui Borges fonda le riviste letterarie Prisma e Proa e pubblica, nel 1923, la sua prima raccolta poetica, Fervore a Buenos Aires. Tra i suoi amici vi sono Josè Bianco, Adolfo Bioy Casares insieme al quale scrive alcuni romanzi ed Estela Canto, con la quale condividerà la passione letteraria in un sodalizio intellettuale e amoroso durato per più di vent’anni. All'inizio degli anni Trenta diventa assistente bibliotecario e in seguito Direttore della Biblioteca Nazionale di Buenos Aires, lavoro che svolge fino al 1946, quando sale al potere Juan Domingo Peròn, contro il quale scrive un manifesto molto critico: a causa di ciò deve rinunciare al suo lavoro di bibliotecario e comincia a tenere conferenze. Nel 1938 muore suo padre e lo stesso Borges rischia di morire a causa di un attacco di setticemia. Questo periodo d’infermità e di convalescenza induce Borges a comporre i suoi capolavori, che vengono stampati negli anni successivi. Rimane molto legato alla madre e alla sorella Norah, con le quali continua a vivere, a parte la breve parentesi di un matrimonio durato tre anni con Elsa Astete Millàn. 
Borges fin dall’infanzia ha problemi alla vista, e nel procedere degli anni si avvia verso la cecità e diviene completamente cieco intorno agli anni Sessanta (anche il padre era diventato cieco a causa di un problema ereditario presente nella sua famiglia da sei generazioni). 
Nel 1975 a novantanove anni muore sua madre e da quel momento Borges inizia a farsi accompagnare nei suoi viaggi da Marina Kodama, una sua ex-allieva che gli fa da segretaria e che lo sposa poco prima della sua morte.
Borges muore nel 1986 per un cancro al fegato a Ginevra, città dove aveva voluto ritornare nell’ultimo periodo della sua vita. 
Umberto Eco, nel suo romanzo “Nel nome della rosa” pare si sia ispirato a lui per la figura del monaco bibliotecario cieco Jorge da Burgos.
Nonostante il suo enorme prestigio intellettuale e il riconoscimento universale raggiunto dalla sua opera, Borges non ha mai ricevuto il premio Nobel per la letteratura. 
La sua opera, immensa e complessa è costituita da romanzi, racconti, poesie e saggi.

Qui ricordo solo le raccolte di racconti e di poesie: 

Racconti:
- Storia universale dell'infamia (Historia Universal de la Infamia, 1935), trad. di Mario Pasi, Il Saggiatore, Milano, 1961; trad. di Vittoria Martinetto e Angelo Morino, Adelphi, Milano, 1997 
- Finzioni (Ficciones, 1944), trad. di Franco Lucentini, Einaudi 1955 trad. di Antonio Melis, Adelphi, Milano, 2003 
- L'Aleph (El Aleph, 1949), trad. di F. Tentori Montalto, Feltrinelli 1959, Adelphi 1999 
- Il manoscritto di Brodie (El informe de Brodie, 1970), trad. di Livio Bacchi Wilcock, Rizzoli 1971; trad. di Lucia Lorenzini, Adelphi 1999 
- Il libro di sabbia (El libro de arena, 1975), trad. di Livio Bacchi Wilcock, Rizzoli 1977; trad. di Ilide Carmignani, Adelphi 2004 
- Libro di sogni (Libro de sueños, 1976), con Roy Bartholomew, trad. di Tilde Riva, Collana La Biblioteca di Babele n.32, Franco Maria Ricci editore, 1985; Collana Oscar La Biblioteca di Babele n.6, Mondadori, Milano, 1991; Collana Oscar scrittori moderni, Mondadori, 1998 ; a cura di Tommaso Scarano, Collana Piccola Biblioteca n.679, Adelphi, Milano, 2015.
- Venticinque agosto 1983 e altri racconti inediti, trad. di Gianni Guadalupi, F. M. Ricci, 1980; Mondadori 1990 

Poesie:
- Fervore di Buenos Aires (Fervor de Buenos Aires, 1923), a cura di Domenico Porzio e Hado Lyria, in J.L.Borges, Tutte le opere, vol. primo, Mondadori 1984; a cura di Tommaso Scarano, Adelphi, 2010
- Luna di fronte (Luna de enfrente, 1925), a cura di Domenico Porzio e Hado Lyria, in J.L.Borges, Tutte le opere, vol. primo, Mondadori 1984.
- Quaderno San Martín (Cuaderno de San Martín, 1929) a cura di Domenico Porzio e Hado Lyria, in J.L.Borges, Tutte le opere, vol. primo, Mondadori 1984.
- L'artefice (El hacedor, 1960), trad. di F. Tentori Montalto, Rizzoli, I ed. 1963; a cura di Tommaso Scarano, Collana Biblioteca n.382, Adelphi, Milano, 1999.
- L'altro, lo stesso (El otro, el mismo, 1964), trad. di F. Tentori Montalto, in J.L.Borges, Tutte le opere, vol. secondo, Mondadori 1985 
- Carme presunto e altre poesie (Poemas, 1923-1958), testo originale a fronte, introd. e trad. di Ugo Cianciòlo, Einaudi, Torino, I ed. 1969
- Elogio dell'Ombra (Elogio de la sombra, 1969), trad. di Francesco Tentori Montalto, Einaudi, Torino, 1971 
- L'oro delle tigri. Poesie (El oro de los tigres, 1972), testo spagnolo a fronte, traduzione di Juan Rodolf Wilcock e Livio Bacchi Wilcock, Rizzoli, Milano, I ed. agosto 1974; a cura di Tommaso Scarano 
- La rosa profonda (La rosa profunda, 1975), testo spagnolo a fronte, a cura di Tommaso Scarano, Collana Piccola Biblioteca n.652, Adelphi, Milano, I ed. 2013; a cura di Domenico Porzio e Hado Lyria, in J.L.Borges, Tutte le opere, vol. secondo, Mondadori 1985.
- La moneta di ferro (La moneda de hierro, 1976), a cura di Cesco Vian, Collana La Scala: il catalogo, Rizzoli, I ed. marzo 1981; testo orig. a fronte, a cura di Tommaso Scarano, Collana Piccola Biblioteca n.578, Adelphi. 
- Storia della notte (Historia de la noche, 1977) in "Tutte le opere", I Meridiani Collezione, Milano, Mondadori, 2005.
- La cifra (1981), a cura di Domenico Porzio, Collana I poeti dello Specchio, Mondadori, Milano, I ed. 1982.
- I congiurati (Los conjurados, 1985), a cura di Domenico Porzio e Hado Lyria, Mondadori 1986 

La rosa,
la inmarcesible rosa que no canto,
la que es peso y fragancia,
la del negro jardín en la alta noche,
la de cualquier jardín y cualquier tarde,
la rosa que resurge de la tenue
ceniza por el arte de la alquimia,
la rosa de los persas y de Ariosto,
la que siempre está sola,
la que siempre es la rosa de las rosas,
la joven flor platónica,
la ardiente y ciega rosa que no canto,
la rosa inalcanzable.

da “La rosa profunda”

Lo sguardo di Borges si apre sulle insondabili profondità del tempo e della memoria e nel suo investigare sull’essenza della vita e del mistero, ci indica vie tortuose e affascinanti su cui procedere, portando con noi la conoscenza del passato in cui si rispecchiano i mondi a venire.

Lucia Guidorizzi

1 commento:

  1. Lucia Guidorizzi,con tenacia e passione,si addentra profondamente nell'anima dei personaggi da lei citati;non cogliendo semplicemente, il mero valore letterario, ma estrinsecando l'abisso delle pulsioni, l'energia delle visioni... il lato più vero,che poi è quasi sempre, quello nascosto.

    RispondiElimina

Grazie!