LA LUNA E I SERPENTI Prima antologia di landai ispanoamericani

248 Landai contro la violenza sulle donne ad opera di 43 autrici provenienti da 19 paesi dell'Ispanoamerica.



Un Landai è un modo per sentirci una cosa sola con la lotta delle nostre sorelle afghane e, al tempo stesso, è una forma poetica che ci obbliga a scandagliare le nostre stesse bestie interiori e quelle che si nascondono fra le pieghe della nostra società “civilizzata”: si tratta veramente di parlare di altre? Non siamo invece noi, donne di tutte le nazionalità, un unico corpus - e corpo - che soffre, resiste e si ribella? Per molte ragioni considero i Landai un genere espressivo necessario e di grande valore: la sua brevità permette di condensare la poesia in uno spazio intenso ed esplosivo, obbligandoci inoltre a venire a patti con la metrica che spesso rifiutiamo nella nostra prassi poetica perché ci fa sentire ingabbiate. Proprio questa sensazione scomoda di limitazione incombente mi è stata comunicata da varie autrici normalmente abituate a scrivere in verso libero; tutto sommato credo che anche questo esercizio stilistico sia stato profondamente metaforico: dover far vibrare il verso pur contenendolo all'interno di una regola stabilita, non potendo semanticamente andare “oltre” l'imposizione delle 9 e 13 sillabe, ci ha accomunato ancor di più alle autrici originarie di questa forma poetica. Per scrivere Landai le poete occidentali hanno dovuto sottostare a una privazione di libertà d'iniziativa, accostandosi così in qualche modo, metaforicamente, alle donne pashtun, eppure proprio come le loro sorelle afghane sono riuscite a intensificare la loro voce e far esplodere la loro sete di libertà anche sotto le mentite spoglie della regola metrica. Cimentarsi nello scrivere un Landai è anche costruire uno spazio che ci ritagliamo, al di là degli stretti confini della letteratura di genere, per sondare, confrontandoci, cos'è che ci blocca, ci amareggia, ci umilia, e cosa possiamo fare perché ciò non accada più.

L'immagine di copertina è di Romina Cazòn.

All'interno, l'antologia è arricchita da opere di quattro altre artiste ispanoamericane contemporanee: Barbara Fetís, Karla Lozano, Dulce Luna, Mireya Robles.




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